di Shaula Alessia Latini

shiva tigreYoga è Mente, Tutto è Mente

Lo yoga si fonda sul principio che tutto è mente.
La mente nello stato di veglia ha uno stato di coscienza, mentre durante il sonno si hanno altri stati di coscienza: sonno senza sogni, sonno con i sogni.
La realtà che percepiamo intorno a noi è elaborata dalla nostra mente cosciente. Ma ognuno di noi, percepisce una realtà tutta sua, filtrata e registrata dalla propria mente.
Viviamo questa realtà filtrata confrontandoci in un campo di azione quotidiano (kshetram), e questo campo, lo chiamiamo mondo ordinario.
Il mondo ordinario, lo viviamo e lo assorbiamo attraverso i diversi canali d’ingresso che sono fondamentalmente fisici, i cinque sensi (80 % solo tramite la vista).
Siamo quindi alimentati, ma anche condizionati e contaminati dalle sollecitazioni del mondo ordinario e dalle forze naturali cosmiche.
Immaginiamoci su una scacchiera ed essere protagonisti della nostra vita, nel mondo ordinario. Ci muoviamo senza fatica, sappiamo fare le nostre mosse giuste e cambiare anche le cose se non dovessero andare nel verso giusto; siamo forti, la nostra mente è forte.

La Mente fragile

Se qualcosa però blocca la capacità di movimento della mente, tipo un forte shock emotivo, un trauma (manmata, ciò che rende sciocca la mente), le mosse sulla nostra scacchiera si fermeranno. E' entrato qualcosa, una forma pensiero, un’impressione, turbando l'emotivo e immediatamente anche la mente.
Oggi, spesso ci troviamo di fronte a molti casi di sofferenza, dubbio, inerzia mentale, o semplicemente grande confusione. Chi si avvicina allo yoga, spesso manifesta una insofferenza della mente con conseguenti disturbi emotivi e dunque tensioni che si somatizzano nel corpo. Si cerca una risposta, una risoluzione a ciò.
La mente quando entra in stallo succube della forma pensiero, perde la sua qualità (guna) essenziale, l'istantaneità, la nitidezza.
E' ferma in una o più ossessioni, schemi (vasana, impressioni) che le impediscono di agire e non solo, la fanno ripetere continuamente comportamenti erronei.
Ciò crea anche una situazione distonica di prana (forza vitale) che gestisce anche l'emotivo; l'emotivo si accende e prevarica sulla mente, che per sua natura è fredda; la mente non sa gestire eccessi (dubbi, incertezze, blocchi), vuole essere libera.
Tutto ciò fa cadere il soggetto in una rete dalla quale non riesce a sciogliersi.

Tamas, l'Inerzia

La mente in un vasana, cioè impressionata da qualcosa, è un cadavere, è nel tamas (nell'inerzia).

Su questo c'è da dire che il tamas nel quotidiano, è anche utile alla mente, in quanto le fa ripetere o svolgere funzioni che per lei sarebbero ripetitive e noiose (tipo guidare l'automobile, entriamo in uno schema mentale positivo che ci fa condurre la vettura quasi come se ci fosse un pilota automatico, ma quando scendiamo dalla macchina lo schema si fa da parte).
Il tamas invece è negativo la dove lo schema è deleterio e si ripete e ripete all’infinito. In un’ossessione, la mente perde il suo potere.

Shakti, il Potere
Cosi, “Senza Shakti (potere) Shiva (il signore dello hatha yoga, il Corpo pienamente abitato dalla mente) è Shava (cadavere). ”
La qualità (guna) della mente è essere sattvica, cioè attiva, istantanea.
Una mente sattvica comprende tutto e subito, anzi già prevede la conclusione di un discorso, è fulminea, ha Potere.
La mente deve esser libera come l'aria e soprattutto attiva.

L'aiuto dello Yoga
Lo yoga è una tecnica di risveglio (della mente) e apre la via.
Durante il sonno senza sogni, la mente si trova nella sua dimensione; è sattvica, è nello stato alfa o theta dove le onde cerebrali sono più basse; lì, si rigenera, si nutre, nel silenzio e nell'immobilità. Un mese senza sonno profondo ci porterebbe alla morte.
Lo stesso stato sattvico, lo possiamo raggiungere durante la nostra pratica di yoga, di meditazione.

Il Samadhi è la Folgorazione dove siamo pura mente.Un’altra forma di Samadhi, Il Maha Samadhi è la morte; ma non possiamo sperimentarla consapevolmente, come anche il sonno profondo. Diversamente, nello stato di meditazione (cioè di consapevolezza) lo possiamo sperimentare.
Dunque, meditare è dirigere l'attenzione della mente su un oggetto di meditazione, così la mente si attiva e diviene vitale.

Lo Yoga
Un insegnamento nella tradizione, dove hatha yoga si traduce nell'assioma : “non c'è asana (posizione) senza pranayama (controllo di prana, la vita, il ritmo) e senza dharana (concentrazione)”.

Molte scuole insegnano pratiche di rilassamento più che di risveglio, meditazioni guidate, visualizzando simboli vuoti di prana (Yantra) o il muro bianco, recitando sillabe (Mantra) prive di potenze, ma la vera meditazione sta nel portare Prana (la Vita) dove vogliamo noi. E questo lo fa la mente.

Dove va la Mente, va il Prana.
La mente parla al corpo attraverso Prana. L'intenzione, la volontà (Iccha) veicolano Prana, la dove vogliamo noi. Il corpo diviene un luogo di potere.

⁃ Attraverso l'attenzione essenziale della mente, presente ed attiva, concentrata ad eseguire la sequenza, il respiro, il prana, ecc, in assenza della quale il tutto, l'insieme risulterebbe vano.

Tutto questo è Yoga, è meditazione e purificazione della mente, la quale ritrova la sua nitidezza, la sua freschezza, cullandosi nell’immobilità tanto è immobile, tanto è veloce) e nel silenzio, condizioni sue essenziali.