di Shaula Alessia Latini                                             

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I corpi

Tutto ciò che nasce e che muore ha un corpo o Sharira.
L'essere umano è costituito da 3 corpi
Corpo grossolano (Sthula Sharira) che può vivere fino a 120 anni, muore per esaurimento di Ojas, il prana responsabile della durata della vita. Il corpo grossolano ha la forma che conosciamo, assolutamente imperfetta ed asimmetrica. Alla morte il corpo grossolano ritorna alla terra.
Il corpo sottile (Sukshma Sharira) che sopravvive 3 giorni alla morte del corpo fisico, ha una forma ovoidale o sferica e lo chiamiamo AURA.
Il corpo causale (Karana Sharira) che può vivere 306.720.000 anni o addirittura superiore se avviene identificazione con Brahma (il divino, il creatore). Ha la forma di un asse indefinito in lunghezza e spessore. Il passaggio del corpo causale è al Bindu (simbolicamente dove girano i capelli). Alla morte il corpo causale si separa dal corpo grossolano e torna allo spirito universale.

Sukshma sharira

Il corpo sottile è intessuto di materia sottile, il Prana; l'aura è fatta di prana, che è molto più denso della materia grossolana, ma impalpabile. Tuttavia questa densità sarà maggiore quanto sarà sviluppata la propriocezione del corpo pranico di un soggetto. Quindi più c'è volontà a percepire, più prana si manifesterà.
E cosi il corpo sottile o pranico sarà costituito da prana modulato a seconda delle esigenze fisiologiche dell'organismo, a seconda delle percezioni sensoriali e dalle diverse pulsioni, passioni sensazioni che esso prova, o a secondo dell’attività psichica e mentale, variandosi in tante forme. Possiamo unire quindi in questo corpo anche il corpo delle emozioni e quello mentale. Più si osserva prana, più esso varia e si perfeziona.
All'interno del corpo pranico ci sono centri di accumulo di prana, i Kanda, con i quali lavoreremo durante gli esercizi.

Il doppio pranico

Tra il corpo grossolano e il corpo sottile troviamo il doppio pranico. Se lo analizziamo secondo il punto di vista grossolano, ricalca le forme del corpo grossolano del quale è appena un po’ più grande (trasbordante).
Se invece lo analizziamo dal punto di vista pranico, lo dobbiamo immaginare come un feto arrotolato, assumendo cosi una forma quasi ovoide all’interno dell’aura. Il doppio gestisce anche le funzioni vitali, quindi è orientato alla gestione del corpo grossolano mettendo in comunicazione l'aura con il corpo materiale.
È nel doppio che scorrono le nadi e anche nel corpo pranico, e non nel corpo materiale.

Fulcri o micro auree

Sempre all’interno dei corpi sottili (aura e doppio) ci sono delle micro auree (Kanda), nell’intero corpo. Se consideriamo quindi il corpo sottile in funzione al corpo grossolano, percepiremo micro aure di ogni organo.

Le Nadi

Come nel corpo fisico ci sono dei canali di comunicazione (vasi nervosi, sanguigni, linfatici), cosi nel corpo sottile ci sono canali di comunicazione mentali (nadi manovahini), ossia che portano la mente, e mentali pranici (pranovahini, ossia che portano prana e mente). Questi canali sono le nadi.
Le nadi (ruscelli in sanscrito), canali invisibili ad occhio nudo perché non fisici, si estendono per tutto il corpo pranico sino ai suoi confini, altre anche all'interno dell'ovoide e del doppio (Ida, Pingala ed altre 14 tutte doppie, mentre Sushumna, nadi unica, appartiene al corpo causale).
Le nadi sono create dalla mente attraverso la volontà, Iccha. Le nadi si collegano con i Marman (punti di debolezza) a livello sottile facendo comunicare il prana delle nadi con l'aura o il cosmo.

I Kanda

Sempre all’interno del corpo pranico possiamo indicare dei centri di accumulo di prana all'interno di ciascun organo. Il kanda principale, lo localizziamo simbolicamente due, tre dita sotto l'ombelico è ha la funzione di accumulare prana per poi distribuirlo in tutto il corpo. Più gli organi sono pieni di prana più saranno sani giovani ed efficienti.

I Marman e gli Kshetram

Abbiamo detto che i Marman sono porte di passaggio naturali con l’esterno delle nadi. Sono 107, più uno che è l’intero corpo. Fanno parte della tradizione marziale e del massaggio terapeutico, quindi importante la localizzazione, in quanto ciascuno rappresenta un punto dove portare il contatto o massaggiare. Nella tradizione Nyasa su ogni punto marman, su ogni porta c’è una divinità a proteggerne l’ingresso dagli elementali.

Gli Kshetram sono degli aspetti psichici che hanno riscontri a livello fisico, nei punti dove si localizzano i principali plessi nervosi e dove spesso erroneamente vengono collocati quelli che sono le qualità dei vari livelli della coscienza, i chakra.